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Approfondimento

Co-living nel Mezzogiorno: Mercato Emergente e Rendimenti Attesi

Di Domenico Dentamaro 3 min lettura

Il co-living — spazi abitativi condivisi con aree comuni di qualità, servizi inclusi e contratti flessibili — ha trasformato il mercato residenziale nelle grandi metropoli europee negli ultimi cinque anni. Milano, Roma, Torino hanno già una pipeline di decine di migliaia di posti letto. Il Mezzogiorno è rimasto ai margini di questo fenomeno. Fino ad ora.

L’Osservatorio Sviluppo Immobiliare registra i primi segnali concreti di interesse da parte di operatori nazionali e internazionali verso le città universitarie e i hub tecnologici del Sud Italia, con una domanda latente che supera di molto l’offerta attuale — praticamente inesistente.

Chi abita in co-living nel Mezzogiorno

A differenza delle metropoli norditaliane, dove il co-living attrae prevalentemente giovani professionisti nel settore tech e startup, nel Mezzogiorno la domanda si articola in tre profili distinti:

Studenti universitari fuori sede con reddito familiare medio-alto: Non si accontentano dell’affitto privato informale ma non trovano student housing strutturato. Il co-living rappresenta una soluzione intermedia attraente.
Smart worker e nomadi digitali: La crescita dello smart working ha creato una domanda di spazi che combinino abitare e lavorare. Le città del Sud — Bari, Lecce, Napoli — sono sempre più frequentate da professionisti del Nord che cercano qualità della vita a costi inferiori.
Giovani professionisti locali under 35: Il mercato degli affitti tradizionali nel Mezzogiorno è frammentato e spesso di bassa qualità. Il co-living strutturato offre un’alternativa di qualità superiore con maggiore flessibilità contrattuale.

Persone in spazio di lavoro condiviso co-living — domanda coliving Sud Italia giovani professionisti
Smart worker e giovani professionisti sono i principali driver della domanda di co-living nel Mezzogiorno

I numeri della domanda

Città Popolazione 18-35 anni Quota potenziale co-living (stima) Posti letto co-living attualmente disponibili Gap
Napoli 184.000 12.400 ~320 12.080
Bari 72.000 5.200 ~80 5.120
Catania 58.000 4.100 ~40 4.060
Lecce 28.000 2.100 ~20 2.080
Palermo 92.000 6.300 ~120 6.180

Fonte: Elaborazione Osservatorio su dati ISTAT 2024, rilevazioni proprietarie.

Rendimenti e modelli operativi

I rendimenti del co-living strutturato sono superiori alla locazione tradizionale per due ragioni: la densità (più persone per mq di immobile) e il premium di servizio (i residenti pagano per i servizi inclusi, non solo per lo spazio).

Tipologia operativa Canone medio per posto letto (€/mese) Occupancy media annua Rendimento lordo stimato
Co-living base (stanza + spazi comuni) 420-520 88% 7,4-8,2%
Co-living premium (suite + servizi) 650-850 84% 8,1-9,1%
Co-living nomadi digitali (flex) 800-1.100 78% 8,8-9,8%
Camera moderna co-living con scrivania — rendimento coliving investimento immobiliare Mezzogiorno
Il co-living premium con suite e servizi genera rendimenti lordi tra l’8,1% e il 9,1% nelle città universitarie del Sud

Opportunità di sviluppo: gli immobili adatti

Il co-living non richiede costruzioni ex novo: si presta perfettamente alla riconversione di immobili esistenti. Le tipologie più adatte nel contesto del Mezzogiorno:

  • Edifici terziari anni ’70-’80 (uffici dismessi o sottoutilizzati): ampie superfici a piano aperto, facilmente suddivisibili
  • Ex alberghi a 2-3 stelle: già dotati di bagni privati per camera, cambia solo il modello di gestione
  • Grandi appartamenti signorili in centro storico: conversione in co-living boutique di alta qualità
  • Ex conventi e strutture religiose dismesse: patrimonio abbondante nel Sud Italia, spesso con ampi spazi comuni

Prospettive

Il co-living nel Mezzogiorno è dove il co-living milanese era nel 2018: un mercato con domanda chiara, offerta quasi assente e operatori pionieri pronti a entrare. Chi investe oggi cattura i rendimenti più alti prima che il mercato si normalizzi.

Nota metodologica

Stime sulla domanda potenziale basate su metodologia proprietaria dell’Osservatorio applicando un tasso di penetrazione del 7% sulla popolazione 18-35 anni nelle principali città universitarie. L’Osservatorio non fornisce consulenza finanziaria.

Contatti: info@2dsviluppoimmobiliare.it

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