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Approfondimento

Case Green: l’Italia deve accelerare sul recepimento della direttiva EPBD IV

Di Domenico Dentamaro • • 5 min lettura
✍️ Di Domenico Dentamaro, Fondatore, 2D Sviluppo Immobiliare · Pubblicato · Chi siamo e fonti

Cortexa al Senato chiede un Piano nazionale di ristrutturazione edifici

La Direttiva Case Green (EPBD IV) impone all'Italia un'accelerazione nel recepimento e nell'implementazione di politiche efficaci per l'efficientamento energetico degli edifici. Il consorzio Cortexa, in audizione al Senato, ha sottolineato

La transizione energetica del patrimonio immobiliare italiano è un tema di stringente attualità, con la Direttiva Case Green (EPBD IV) che impone scadenze e obiettivi ambiziosi. In questo contesto, l’Italia si trova di fronte alla necessità di definire una strategia chiara e tempestiva per il recepimento e l’attuazione delle nuove normative europee. Le richieste avanzate dal consorzio Cortexa al Senato evidenziano l’urgenza di un approccio strutturato, che tenga conto delle specificità del nostro Paese e delle opportunità di sviluppo che ne possono derivare, specialmente per le regioni del Sud.

Il contesto

Il patrimonio edilizio italiano è caratterizzato da un’età media elevata e da una scarsa efficienza energetica, fattori che contribuiscono significativamente alle emissioni di CO2 e ai costi energetici per le famiglie e le imprese. La Direttiva Case Green, o EPBD IV (Energy Performance of Building Directive), mira a ridurre drasticamente il consumo energetico degli edifici, stabilendo standard minimi di prestazione energetica e promuovendo interventi di ristrutturazione profonda. Questo scenario impone una revisione delle politiche abitative e urbanistiche, con un focus particolare sull’efficientamento energetico come motore di riqualificazione urbana e territoriale. La sfida è complessa, ma rappresenta anche un’occasione unica per modernizzare il settore immobiliare e renderlo più sostenibile.

Secondo l’analisi di mercato, gran parte degli immobili residenziali e commerciali in Italia rientra nelle classi energetiche più basse, necessitando di interventi significativi per raggiungere gli standard europei. Questo non solo comporta un impatto ambientale elevato, ma si traduce anche in un deprezzamento del valore degli immobili meno efficienti, creando una disparità crescente nel mercato. La necessità di agire è quindi duplice: ambientale ed economica, con la Direttiva che funge da catalizzatore per un cambiamento strutturale.

I numeri che contano

  • Percentuale di edifici italiani nelle classi energetiche più basse: oltre il 60%
  • Obiettivo di riduzione del consumo energetico medio degli edifici residenziali entro il 2030: 16%
  • Obiettivo di riduzione del consumo energetico medio degli edifici residenziali entro il 2035: 20-22%
  • Quota di edifici da ristrutturare annualmente per raggiungere gli obiettivi europei: circa il 3%
  • Potenziale di risparmio energetico con l’isolamento a cappotto: fino al 40%

Cosa sta succedendo

Il consorzio Cortexa, in audizione presso la 8ª Commissione Ambiente, Transizione ecologica, Energia, Lavori pubblici, Innovazione tecnologica del Senato, ha ribadito l’importanza di un’accelerazione nel recepimento della Direttiva Case Green. Filippo Colonna, presidente di Cortexa, ha sottolineato la necessità di integrare la direttiva nella Legge di delegazione europea 2026 e di elaborare un Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Questo piano dovrebbe prevedere obiettivi verificabili, incentivi accessibili e tempistiche certe, elementi fondamentali per garantire la fattibilità e l’efficacia degli interventi.

Un punto cruciale evidenziato da Cortexa è il ruolo dell’isolamento termico a cappotto. Questa tecnologia, infatti, non solo migliora l’efficienza energetica degli edifici, ma contribuisce anche alla sicurezza strutturale e al comfort abitativo. L’isolamento a cappotto è considerato una soluzione chiave per raggiungere gli standard richiesti dalla direttiva, offrendo un elevato rapporto costo-efficacia e benefici a lungo termine. La sua promozione e l’inserimento in un quadro di incentivi strutturati sono visti come passi essenziali per il successo del piano di riqualificazione.

La richiesta di un Piano nazionale non è solo una questione di adempimento normativo, ma rappresenta un’opportunità per l’Italia di avviare un processo virtuoso di rigenerazione urbana e di stimolo economico. La definizione di un percorso chiaro e condiviso tra istituzioni, imprese e cittadini è indispensabile per superare le attuali incertezze e per mobilitare le risorse necessarie a questa imponente trasformazione.

Le opportunità per gli operatori

Per gli operatori del settore immobiliare, la Direttiva Case Green e il conseguente Piano nazionale rappresentano un’enorme opportunità. La domanda di interventi di riqualificazione energetica è destinata a crescere esponenzialmente, creando nuovi mercati e specializzazioni. Sviluppatori, costruttori, progettisti e fornitori di materiali avranno la possibilità di innovare e di offrire soluzioni all’avanguardia. In particolare, le aziende specializzate in isolamento termico, impiantistica ad alta efficienza e energie rinnovabili vedranno un incremento significativo della loro attività. È fondamentale per gli operatori anticipare queste tendenze, investendo in formazione, ricerca e sviluppo per posizionarsi strategicamente nel nuovo panorama del mercato.

Cosa significa per il Sud

Per il Sud Italia, l’implementazione della Direttiva Case Green assume un significato ancora più profondo. Con un patrimonio edilizio spesso più datato e meno manutenuto rispetto al Nord, le regioni meridionali potrebbero beneficiare enormemente degli investimenti in efficientamento energetico. Questo non solo migliorerebbe la qualità della vita dei residenti e ridurrebbe i costi energetici, ma potrebbe anche innescare un processo di riqualificazione urbana e di sviluppo economico. La creazione di nuove filiere produttive, l’occupazione nel settore delle costruzioni e dei servizi correlati, e l’attrazione di investimenti green rappresentano opportunità concrete per il Mezzogiorno. L’Osservatorio Sviluppo Immobiliare 2D, con la sua attenzione strategica al Sud Italia, sottolinea come un Piano nazionale ben congegnato possa trasformare le sfide della Direttiva in un volano di crescita e innovazione per l’intero territorio, contribuendo a ridurre il divario con il resto del Paese. È essenziale che gli incentivi siano calibrati anche sulle specificità del Sud, garantendo un accesso equo e facilitato ai fondi e alle agevolazioni previste.

Fonte primaria

Approfondimento basato su Casaeclima.

Fonti citate

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